La rinuncia di Candido
venerdì, maggio 29th, 2009Lettera alla signora Democrazia
di Andrea Marzi per Città in comune
Gentile Signora Democrazia,
Le scrivo per informarla di un caso (anzi, più di uno) che mi ha dato
tristezza e che sicuramente susciterà il Suo interesse.
Candido è giovane, più di trent’anni, molto meno di quaranta, una delle persone più in gamba che conosca.
Nella realtà non si chiama così e la storia che vi voglio raccontare è anche la spiegazione del perché non posso chiamarlo col suo vero nome.
Conosco Candido da molti anni, è una di quelle persone a cui affideresti le tue cose più preziose sentendoti tranquillo. Ha a cuore il buono, il bello e il giusto delle cose, e quel talento che il destino spruzza a caso sulle culle, anche in questa terra che prima genera e poi soffoca.
Quando Silvia mi ha detto che Candido aveva accettato di candidarsi con “Città in comune” ho avuto un piacere grande. Perfetto, ho pensato, una faccia pulita addosso a una persona di quel valore.
Parlando con lui della sua voglia di mettersi in gioco l’ho trovato molto motivato e maturo sia sui temi politici locali che su quelli civili e del bene comune. E’ molto critico e arrabbiato verso l’immobilismo politico e culturale pesarese cresciuto a dismisura nella cappa affaristico-clientelare delle ultime giunte.
Ma… se il racconto va avanti è perché c’è un “purtroppo”.
Due settimane prima della chiusura dele liste Candido mi ha chiamato al telefono per dirmi con imbarazzo che doveva rinunciare a candidarsi.
Perché?
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